ZEROSBATTI

IL GIORNO PERFETTO

Il giorno perfetto lo capisci dal mattino, quando apri gli occhi senza sforzo, senti di aver dormito come un bambino, il battito è regolare, e ti assale una sensazione di benessere ed energia, lungo tutto il corpo, il sangue lo senti scorrere, veloce, a fiotti pieni di energia. Il giorno perfetto, per un ciclista, è quello che ti alzi e stai benone, guardi fuori e il cielo è blu cobalto, hai fame e tanta voglia di pedalare, di mangiarti l’asfalto, e mettere sui pedali tutto quello che hai dentro. Non sono molti i giorni perfetti, ma quando arriva ti dimentichi di tutti gli altri, e che sia gara, allenamento o sfida con gli amici sai che pedalare e spingere sarà solo una gioia di cuore, muscoli e polmoni, e comunque vada sarà un giorno da ricordare.

Un ciclista, le uscite in bici, con o senza numero sulla schiena, se le ricorda tutte, e potrebbe stare ore, a raccontare ciò che è successo in ogni gara o allenamento, in tempo reale, con tanto di commenti su questa o quell’azione…”se avessi dato un cambio a Vanzin… la fuga era buona…che se Vitrone non fosse partito in contro piede…ero messo bene ma mi hanno fatto il buco…ma l’hai visto quello che sbandierava in gruppo, con quei peli, ne sa qualcosa di ciclismo?”…ed è così una cena può trasformarsi in un incubo per le sfortunate mogli.

 

Ci sono vittorie che arrivano proprio nel giorno perfetto, di atleti non troppo vincenti, che hanno colto l’occasione di quella giornata, che sentivano diversa dalle altre, fin dai primi colpi di pedale, con le gambe leggere, il respiro più profondo, una consapevolezza dei mezzi, più forte del solito, e tutte le carte si mischiano, si scombinano frequenza cardiaca, wattaggio, Vo2 max, tabelle, parametri, come appartenessero ad altro motore, altro fisico, altra storia, e tutto viene bene, il tempismo, la grinta, la lucidità, le misure dello scatto vincente, perfetto.

Mi sono infilato, nei miei giorni migliori, nei pantaloncini di Saronni, quando ha vinto a Goodwood, e mi sono lanciato in uno scatto irresistibile, per staccare il mio amico Fede, detto Lupo, sull’ultimo dei cavalcavia, come fossi tra ali di folla urlante, con De Zan che mi commenta impressionato!

Ciascun atleta, anche della domenica, come me, ha vissuto il giorno perfetto, quello che ti ripaga di tutto, e ti fa vivere meglio tutto, una specie di boa, di presa di ossigeno, un passaggio di borraccia, un lancio all’americana, tra i giorni peggiori e il futuro, dove sai, perché lo sai, che prima o poi arriverà, e sarà bellissimo.

#ILGIORNOPERFETTO #LABICIVINCE