ZEROSBATTI

Ma quanto è dura la ripresa? 

Ecco perché è importante partire piano

La lunga sosta forzata per il lockdown da Coronavirus si scontra, in questi giorni, con la voglia di riprendere a fare ciò che si faceva prima dell’emergenza.

Ma due mesi senza uscite su strada e, per chi non era dotato di rulli e home trainer, due mesi senza poter mai compiere il gesto della pedalata, sono un’eternità. In questo arco di tempo il nostro corpo è cambiato. 

Abbiamo perso più del 20% della capacità di consumare ossigeno, il cosidetto VO2 Max, e alcuni studi hanno dimostrato che anche solo tre settimane di stop possono portare a una riduzione del volume del muscolo cardiaco del 10% per cento, riduzione che in due mesi può essere anche maggiore. 

La nostra massa magra si è ridotta, mentre la massa grassa verosimilmente è aumentata. Il consiglio che ogni preparatore dà, in questi casi, è di ricominciare con molta calma. 

Ma perché è così importante ripartire piano? La prima uscita potrebbe trarre in inganno: la freschezza data dal lungo periodo di riposo, potrebbe spingerci a dare di più. La riduzione della gittata cardiaca, tuttavia, farà salire notevolmente le pulsazioni, il che comporterà, tra l’altro, un aumento del consumo di glicogeno muscolare, portandoci a esaurire rapidamente le scorte energetiche. 

Carichi di lavoro a cui il nostro fisico è impreparato possono rivelarsi deleteri nei giorni successivi portando diverse possibili conseguenze negative, come l’incremento della produzione dell’ormone dello stress (cortisolo), o l’aumento del rischio di infortuni e infiammazioni, fino a portare - nei casi più gravi – all’incubo di ogni sportivo, ovvero una condizione di overtraining. 

Dobbiamo invece ascoltare il nostro corpo e assecondarlo, dando all’apparato cardiocircolatorio, ai muscoli, ai tendini, alle articolazioni, il tempo necessario per riadattarsi agli sforzi e alla fatica. Impossibile stilare tabelle per tutti. 

Ma per le prime uscite, diciamo almeno una settimana, è fondamentale tenere sotto controllo il cardiofrequenzimetro evitando attentamente i fuori soglia, mantenendosi possibilmente al di sotto della propria frequenza di soglia, ed anzi restandone lontani soprattutto nei primissimi giorni. 

Solo dopo un periodo di uscite blande e di riadattamento, sarà possibile tornare a inserire nelle nostre uscite esercizi di potenziamento aerobico, e aumentare i carichi di lavoro. 

Un ultimo consiglio, ma forse il più importante: anche se le Gran Fondo sono pressoché tutte sospese per la stagione 2020, è bene tenersi controllati periodicamente con una visita medico-sportiva con tanto di ECG da sforzo. Buone pedalate a tutti.